Inchiesta: come le truffe usano autorità di vigilanza e banche centrali
In questo articolo
In breve: abbiamo letto gli screenshot di 345 pagine di annunci fraudolenti e 54 (una su sei) nominano un’autorità di vigilanza o una banca centrale, su 33 piattaforme. Lo fanno soprattutto in quattro modi. Il più pericoloso non è dire di essere autorizzate: è invitarti a controllare in una lista dove ancora non compaiono, o presentare gli avvisi ufficiali come prova che funzionano.
Cosa abbiamo fatto
Abbiamo estratto il testo dagli screenshot delle pagine a cui portavano gli annunci tra il 2 e il 5 novembre 2026 e abbiamo controllato a mano ogni menzione di un ente. Gli screenshot mostrano solo una parte di ogni pagina, quindi i numeri reali possono essere più alti.
Gli enti più citati sono stati la CNMV spagnola, la Banca di Spagna, la FINMA svizzera, le banche centrali di Argentina e Uruguay, l’AMF francese e la Banca del Portogallo. Nessuno di loro sostiene queste piattaforme. Tutto ciò che segue è quello che dicono le truffe, non la realtà.
Trucco 1: «Siamo sotto vigilanza»
È il più diretto. Lo abbiamo trovato in 21 screenshot di 11 piattaforme, in otto Paesi. Le frasi sono categoriche:
- Dicono che la piattaforma è regolamentata dalla commissione per i titoli del Paese e che la banca centrale garantisce i fondi.
- Dicono che la banca centrale esercita «la vigilanza diretta» in virtù di una licenza.
- Dicono che l’autorità di vigilanza «ha partecipato alla supervisione del programma» insieme a grandi banche.
- Mettono il logo dell’autorità e quello del governo accanto a quello di un fondo di garanzia.
Come smontarlo: una banca centrale non garantisce il denaro che metti su una piattaforma internet e nessuna autorità di vigilanza «partecipa» a un programma di investimento per privati. Non esistono nemmeno programmi del governo a cui si aderisce tramite un annuncio.
Trucco 2: «Non crederci, controlla»
È il più sofisticato, ed è nuovo per noi. Lo abbiamo visto in 9 screenshot di 4 piattaforme in Svizzera, Spagna, Francia e Belgio. La pagina assume il tono di chi ti protegge:
- Una dedica una sezione alla «verifica» della piattaforma «nei registri ufficiali» dell’autorità spagnola, con cifre reali sui suoi avvisi.
- Un’altra afferma che ogni fornitore finanziario si può verificare nei registri pubblici dell’autorità svizzera.
- Altre ti invitano a guardare la lista nera o degli avvisi dell’autorità prima di investire, perché «è ciò che permette di escludere le vere truffe».
Sembra onesto. Ma fai attenzione a cosa ti mandano a guardare. Queste piattaforme cambiano nome ogni pochi giorni e gli annunci hanno poche ore di vita. Un nome appena inventato non è in nessuna lista nera, quindi il controllo risulta pulito. E chi lo fa resta con la sensazione di essere stato prudente.
Come smontarlo: non guardare se è segnalata, guarda se è autorizzata. Sono due liste diverse. Cerca il nome esatto della società nel registro dei soggetti autorizzati della tua autorità di vigilanza e arrivaci digitando tu l’indirizzo, non da un link della pagina. Se non c’è, non significa che sia pulita: significa che non può offrirti investimenti. Lo spieghiamo in come verificare un broker.
Trucco 3: «Vogliono bloccarlo»
Lo abbiamo trovato in 6 screenshot di 6 piattaforme. Il testo anticipa qualsiasi avviso:
- Raccontano che il governatore della banca centrale ha chiesto all’autorità di vigilanza di bloccare l’accesso alla piattaforma, «senza riuscirci».
- Raccontano che è stato chiesto di inserirla nella lista degli operatori abusivi o nella lista nera.
- Raccontano che l’autorità ha pubblicato un comunicato dopo una trasmissione e che c’è stata una denuncia.
Questo trucco funziona come un vaccino. Se poi vedi un avviso vero, o la tua banca ti ferma, la storia ti ha già preparato: «mi avevano detto che avrebbero provato a fermarlo». L’avviso diventa la prova che la piattaforma dà fastidio ai potenti.
Come smontarlo: se un’autorità di vigilanza mette in guardia da una piattaforma, è un avviso, non una cospirazione. Quando la tua banca ti chiede spiegazioni su un bonifico, ti sta proteggendo.
Trucco 4: lo scontro in televisione
In 12 screenshot di 10 piattaforme, la pagina racconta una discussione in diretta tra un personaggio noto e un governatore di banca centrale o un alto funzionario. Il governatore si arrabbia, si alza o se ne va dallo studio. Una lo riassume così: mette in guardia dal sistema «perché ha paura».
È la stessa idea in forma di notizia. La scena non è mai avvenuta e quello che sembra un servizio giornalistico è una falsa intervista. Si adatta a ogni Paese: cambiano i nomi, il programma e la banca, ma non il copione.
Come smontarlo: cerca il programma sul sito dell’emittente. Una lite del genere sarebbe ovunque, non solo su una pagina a cui arrivi da un annuncio.
La banca che «partecipa»
Oltre alle autorità di vigilanza, le pagine nominano banche commerciali note in 63 dei 345 screenshot (il 18%). A volte compaiono come partner del «programma», con il loro logo. Altre volte come destinazione dei tuoi prelievi: la pagina promette che i soldi arriveranno sulla tua solita banca. Queste banche non hanno alcun rapporto con la truffa e ne subiscono anch’esse l’imitazione. Vedere il logo della tua banca non dice nulla sulla piattaforma.
Quando anche il registro è falso
Non lo abbiamo visto nei nostri screenshot, ma le autorità di vigilanza avvisano già di un passo ulteriore. A marzo 2026 l’autorità finanziaria di Dubai ha lanciato l’allarme su copie del suo registro pubblico in domini falsi, create per dare un’apparenza legale alla truffa. Nello stesso mese l’autorità dell’Ontario ha avvisato di piattaforme con numeri di licenza inventati che rimandano ad autorità inesistenti.
Per questo conta come arrivi al registro. Se entri da un link della piattaforma o di un «consulente», puoi finire su una copia. Digita tu l’indirizzo o cercalo sul sito ufficiale della tua banca centrale.
Cosa significa per te
- Nominare un’autorità di vigilanza non significa nulla. Chiunque può scriverne il nome o copiarne il logo.
- Non essere nella lista nera non significa essere autorizzati. Consulta il registro dei soggetti autorizzati.
- Diffida di chi anticipa gli avvisi. Se un sito ti dice che le banche o le autorità proveranno a fermarti, vattene.
- Controlla tu, fuori dalla pagina. Digita l’indirizzo dell’autorità nel browser o chiama il suo numero di assistenza.
- Se hai già pagato, segui la guida per le vittime e denuncia.
Limiti di questa inchiesta
- Abbiamo analizzato 345 screenshot di quattro giorni. Sono parziali: spesso mostrano solo un tratto della pagina.
- Il testo è stato estratto in automatico e rivisto a mano, ma qualche caso può esserci sfuggito.
- Abbiamo classificato ogni screenshot in base al suo uso principale. Una stessa pagina può usare più trucchi.
- Gli screenshot oscurati sono nelle schede di ogni piattaforma.