Una chiamata «dalla CONSOB», dalla tua banca o dalla polizia: come riconoscere chi si spaccia per un’autorità

Aggiornato il 30 ottobre 2026

Una delle varianti più crudeli delle truffe sugli investimenti arriva dopo che hai perso i soldi. Qualcuno ti chiama dicendo di essere della CONSOB, della Banca d’Italia, della Polizia Postale, dell’Europol, di un tribunale o della tua banca. Conosce il tuo nome, quanto hai perso e su quale piattaforma. Dice che i truffatori sono stati presi e che i tuoi soldi possono tornare… se prima paghi qualche «commissione», «tassa» o «deposito di verifica».

È un’altra truffa, spesso gestita dalle stesse persone che ti hanno ingannato la prima volta.

Come ti contattano

  • Chiamate da numeri che sembrano ufficiali, a volte falsificati perché compaia il numero vero di un ente.
  • Email e lettere con loghi, timbri e numeri di pratica.
  • Messaggi WhatsApp con foto di «tesserini» o documenti di presunti agenti.
  • Siti che imitano le autorità o un «dipartimento fondi recuperati».

Segnali d’allarme

  • Ti chiedono soldi per restituirti i tuoi soldi. Nessuna autorità si fa pagare per questo.
  • Vogliono il pagamento in cripto, carte regalo o bonifici su conti personali o esteri.
  • Ti chiedono di installare un programma di accesso remoto o le password della banca.
  • Ti impongono il segreto: «non dirlo alla tua banca, l’indagine è riservata».
  • Ti mettono fretta con scadenze o minacce («se non paghi oggi perdi il diritto»).

Cosa devi sapere

  • La CONSOB e la Banca d’Italia non chiamano i risparmiatori per restituire soldi e non gestiscono recuperi di fondi. Sui loro siti ufficiali pubblicano avvisi proprio su questi tentativi di sostituzione di persona.
  • La polizia non si fa pagare per restituire il denaro rubato. Se c’è un’indagine vera, ti contatterà per i canali ufficiali.
  • La tua banca non ti chiederà mai di spostare i soldi su un «conto sicuro».

Cosa fare

  1. Riattacca. Non confermare dati e non proseguire la conversazione.
  2. Verifica per conto tuo: cerca il numero ufficiale dell’ente sul suo sito e chiama tu.
  3. Non pagare niente e non installare niente.
  4. Denuncia il tentativo, con screenshot e numeri di telefono: come denunciare una truffa sugli investimenti.
  5. Avvisa la banca perché sorvegli eventuali movimenti sospetti.

Leggi anche la guida sulle truffe del recupero fondi e la nostra guida per le vittime.

Riepilogo settimanale delle piattaforme di investimento fraudolente che rileviamo nelle pubblicità sui social network. Leggi il report di questa settimana →

Ti sei già registrato o hai già pagato?

  1. Non pagare nient’altro, anche se ti chiedono «tasse» o «commissioni» per sbloccare i soldi.
  2. Chiama oggi stesso la tua banca: blocca la carta e chiedi lo storno (chargeback) o il richiamo del bonifico. Prima lo fai, più possibilità hai.
  3. Non installare nulla di ciò che ti chiedono (AnyDesk, TeamViewer…). Se l’hai fatto, disinstallalo e cambia le password.
  4. Sporgi denuncia alla polizia e segnala il caso all’autorità di vigilanza. Conserva screenshot, email e numeri di telefono.
  5. Attenzione alle società di «recupero fondi» che ti contatteranno promettendo di recuperare i soldi in cambio di un pagamento: quasi sempre sono una seconda truffa.

Guide sulle truffe di investimento