Inchiesta: il vip «aggredito» o arrestato, l’esca delle truffe
In questo articolo
In breve: molte truffe di investimento non si limitano più a dire che un personaggio famoso consiglia una piattaforma. Ora raccontano un fatto inventato: una sparatoria, un’aggressione, un ricovero in ospedale, un arresto o un’intervista interrotta in diretta. Il fatto spiega perché «nessuno ne parla» e spinge a registrarsi in fretta. Esaminando le schermate degli annunci di novembre 2026 abbiamo trovato queste storie in Svizzera, Canada, Spagna, Francia, Italia, Colombia e Nigeria. Nessuna compare sulla stampa vera.
Cosa abbiamo trovato
I nostri collaboratori cliccano sugli annunci di investimento con personaggi famosi e salvano una schermata della pagina a cui portano. Abbiamo letto il testo di quelle schermate e cercato parole come ospedale, spari, arresto, minaccia o interruzione. Poi abbiamo cercato ogni fatto su Google e sulla stampa del paese.
| Storia | Personaggio | Paese | Piattaforma |
|---|---|---|---|
| Spari contro la sua auto sull’autostrada A1, vicino a Zurigo | Peter Spuhler | Svizzera | Quvanel |
| Aggredito da tre incappucciati in un parcheggio di Toronto | Kevin O’Leary | Canada | Finantrix Forge |
| Esce dall’ospedale La Fe con la testa fasciata dopo un «attentato» | Juan Roig | Spagna | Stream Sys Eprex |
| Arrestato per quello che ha detto in un programma televisivo | giornalista fittizio | Francia | Swaptairis |
| Intervista interrotta dalla produzione in piena diretta | Pablo Motos, José Elías | Spagna | Valimórica |
| La sicurezza entra in studio per cacciare l’ospite | Flavio Briatore, Fabio Fazio | Italia | Prompt Iplex Ark |
| «I banchieri ci hanno minacciato» | Abelardo de la Espriella | Colombia | Evo Plata, Nexo IA e altre |
| «I politici mi hanno minacciato di violenza» | Sade Adu | Nigeria | GemFlow |
Abbiamo cercato la sparatoria contro Peter Spuhler, l’aggressione a Kevin O’Leary e il ricovero di Juan Roig: non esiste nessuna notizia vera. Sono testi scritti dalla rete della truffa e pubblicati su copie di giornali.
La sparatoria che avviene «ieri» ogni giorno
Il caso svizzero mostra che la storia è un modello. La pagina imita Blick e comincia così: «Ieri, alle 20:10, un motociclista con il casco nero ha sparato più volte contro una Range Rover nera sull’A1, vicino a Zurigo. La vittima: Peter Spuhler».
Abbiamo salvato quella stessa pagina per quattro giorni di fila:
| Schermata | Cosa dice il testo |
|---|---|
| 3 novembre | «Ieri, lunedì 2 novembre, alle 20:10» |
| 4 novembre | «Ieri, martedì 3 novembre, alle 20:10» |
| 5 novembre | «Ieri, mercoledì 4 novembre, alle 20:10» |
| 6 novembre | «Ieri, giovedì 5 novembre, alle 20:10» |
La data la inserisce la pagina in base al giorno in cui la apri. Così il fatto è sempre recente. L’ora, l’autostrada e l’auto non cambiano.
La versione canadese fa lo stesso con Kevin O’Leary: «giovedì 5 novembre, a tarda sera», tre uomini incappucciati lo aggrediscono in un parcheggio. Il testo aggiunge un dettaglio per sembrare credibile (il suo autista finisce in ospedale) e si conclude con la piattaforma che, a quanto pare, dava fastidio a qualcuno.
Perché raccontano un fatto
La storia del fatto ha tre funzioni:
- Spiega il silenzio. Se è così buono, perché non è nei telegiornali? Perché «qualcuno» vuole insabbiarlo: le banche, il governo o una rete televisiva.
- Trasforma il personaggio famoso in vittima. Chi legge prova simpatia e vuole «sostenerlo» usando la sua piattaforma.
- Mette fretta. Se lo hanno aggredito o arrestato, la piattaforma può chiudere da un momento all’altro. «Registrati oggi».
Le interviste «interrotte» seguono lo stesso copione. La pagina imita una cronaca in diretta, con gli orari: «PRIMA INTERRUZIONE — 19:52», «SECONDA INTERRUZIONE — 23:01». Squilla il telefono in studio, entra un produttore o due agenti della sicurezza, e il personaggio famoso fa in tempo solo a dire il nome della piattaforma. In Italia abbiamo trovato questa scena in due pagine diverse, del 5 e del 6 novembre, e in Spagna in un’altra del 6.
Sempre con una testata conosciuta
Queste storie quasi mai vanno da sole. Vengono pubblicate su copie di testate vere: Blick in Svizzera, El Tiempo in Colombia, laSexta in Spagna, CBC in Canada, Rai News in Italia. A volte la foto è persino firmata con il nome di un’agenzia («Foto: EFE»).
L’indirizzo tradisce la copia. La pagina dell’«attentato» contro Juan Roig non era sul sito di laSexta, ma su lasextanews[.]com, un dominio che non c’entra nulla con la rete televisiva. Ne parliamo in cosa rivelano i link degli annunci.
Come verificare una notizia così
- Cercala altrove. Una sparatoria contro un imprenditore noto finirebbe su tutti i giornali. Se compare solo nella pagina a cui ti ha portato l’annuncio, è falsa.
- Guarda l’indirizzo. La testata vera ha il suo dominio di sempre. Una copia ne usa uno simile o uno senza alcun legame.
- Riaprila un altro giorno. Se il fatto è ancora «di ieri», la data si genera da sola.
- Guarda come finisce. Una notizia di cronaca non si chiude con un pulsante di registrazione né con un modulo che chiede il tuo telefono.
- Cerca il nome della piattaforma nel registro dell’autorità di vigilanza, non su Google. Ti spieghiamo come in come verificare se un broker è autorizzato.
Se hai già lasciato i tuoi dati, aspettati la chiamata di un «consulente». Non dargli accesso al tuo computer e segui la guida per le vittime.
Limiti di questa inchiesta
- Vediamo solo le pagine a cui sono arrivati i nostri collaboratori. Potrebbero esserci altre storie in altri paesi.
- La lettura automatica delle schermate può sbagliare con alcuni testi. Abbiamo controllato a mano ogni caso della tabella.
- Il fatto di non trovare un evento sulla stampa non prova da solo che sia falso. In questi casi lo è perché la pagina stessa cambia la data ogni giorno o perché il testo finisce per vendere una piattaforma.